Biofeedback

Il Biofeedback indica un insieme di tecniche utilizzate nella preparazione dell’atleta, che permettono di avere informazioni sulle proprie risposte fisiologiche in determinate situazioni e di imparare a gestirle, in modo che non influenzino lo stato emotivo e la performance.

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Il Biofeedback indica un insieme di tecniche utilizzate nella preparazione dell’atleta, che permettono di avere informazioni sulle proprie risposte fisiologiche in determinate situazioni e di imparare a gestirle, in modo che non influenzino lo stato emotivo e la performance.
L’importanza degli interventi di Biofeedback è ricondotta al principio secondo il quale ad ogni cambiamento fisiologico è associato un cambiamento nello stato emozionale e, viceversa, ad ogni stato mentale ed emozionale, conscio o inconscio, è associato un cambiamento fisiologico. L’atleta può identificare le condizioni psico-fisiche associate alle sue prestazioni migliori e peggiori, identificando quali sono i pensieri e le emozioni che accompagnano le diverse performance. In questo modo apprende quando è necessario intervenire e modificare questi parametri prima di una competizione per essere più performante.

Come funziona il coaching?

Livelli eccessivi o troppo bassi di attivazione psico-fisica determinano una bassa performance e di conseguenza ostacolano il raggiungimento dei risultati e degli obiettivi stabiliti dall’atleta. Se prima della gara l’atleta prova ansia potrà avere una respirazione irregolare ed un’eccessiva tensione muscolare, che possono ostacolare la qualità della prestazione. Agire su questi parametri fisiologici mi permette di modificare il mio stato emotivo e di avere un atteggiamento mentale adeguato alla partita.
Il biofeedback è uno strumento che ti permette di vedere “in diretta” come gli stati mentali e le emozioni influiscono sui parametri fisici e corporei e di conseguenza sulla prestazione. In questo modo l’atleta può imparare più rapidamente a modificare in modo volontario i parametri fisici che sono condizionati dalla mente e dagli stati emotivi.
Il biofeedback ha dimostrato che è possibile modificare volontariamente i parametri psicofisiologici, quali la frequenza cardiaca, la respirazione, la tensione muscolare così come altre funzioni corporee, che si pensava sfuggissero al controllo cosciente e volontario, in quanto regolate in maniera autonoma dal sistema nervoso.